Approccio adottato dal Gruppo per la tutela dei diritti umani di Khar’kiv riguardo alla documentazione dei crimini e all’assistenza alle vittime

Si parla di crimini internazionali commessi dai russi dall’inizio dell’aggressione su larga scala.
Evhenyi Zakharov22 Marzo 2024UA DE EN ES FR IT RU

Illustrazione: Krykunenko Maryia / (GPDU)

Il Gruppo per la tutela dei diritti umani di Khar’kiv (GPDU) ha costituito un approccio globale e olistico per la raccolta di informazioni sui crimini internazionali commessi dai russi, per la documentazione e l’analisi di questi crimini, per il sostegno alle forze dell’ordine nelle indagini su questi crimini, per fornire assistenza legale, psicologica, economica, umanitaria, sociale e medica alle vittime di questi crimini e per informare in Ucraina e all’estero su questi crimini.

Le informazioni raccolte vengono inserite in un database, dove vengono registrati la localizzazione (geodati o l’indirizzo dell’evento criminoso), la data dell’evento, il tipo di evento e la sua descrizione, l’oggetto dell’attacco; questi elementi forniscono una qualificazione preliminare del crimine secondo lo Statuto di Roma della CPI. Vengono allegati i dati personali della vittima, dei testimoni, dell’eventuale aggressore e le prove del crimine: file multimediali (foto, video), documenti di testo ecc. Le informazioni vengono raccolte dalle organizzazioni che aderiscono all’iniziativa “Tribunale per Putin” e che coprono l’intero territorio del Paese. Ad oggi il database contiene circa 60 mila episodi di crimini commessi dai russi. Sulla base delle informazioni raccolte, questi crimini sono provvisoriamente classificati come crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio.

Illustrazione: Krykunenko Maryia / (GPDU)

Le fonti per l’integrazione del database sono le informazioni liberamente accessibili in Internet e i contatti diretti con le vittime e i testimoni. Evidentemente, proprio i contatti diretti permettono di raccogliere informazioni sicure e di segnalare i crimini alle forze dell’ordine in modo da poter procedere con l’indagine. Pertanto, è importante essere in grado di localizzare le vittime di reato e interrogarle con l’obiettivo di alimentare il database, di avviare delle indagini e di fornire alle vittime l’assistenza necessaria.

Oltre al lavoro del nostro Gruppo, le nostre ricerche consistono in: visite monitorate negli insediamenti dei territori de-occupati, durante le quali gli avvocati del GPDU interrogano le vittime per individuare il tipo di assistenza di cui esse necessitano. Alle autorità locali vengono preliminarmente comunicate la data e l’ora della visita; i dipendenti del dipartimento di assistenza locale contattano le vittime per informarle dell’appuntamento. Partecipano alla visita due avvocati, che ricevono le persone in parallelo, e uno psicologo che fornisce assistenza psicologica d’urgenza. Contemporaneamente, il quarto membro del gruppo di monitoraggio registra, per alimentare la banca dati, le distruzioni nel territorio con foto e video. In ogni località vengono effettuate tante visite quante sono necessarie per intervistare tutte le vittime che vi abitano.

Il GPDU ha iniziato queste visite di monitoraggio il 1° ottobre 2022. Dal 1° dicembre sono state effettuate 170 visite e consultate più di 3.600 vittime.

Attenendosi alle priorità dell’Ufficio del Procuratore Generale, gli avvocati del GPDU hanno preparato, per gli organismi nazionali incaricati dell’applicazione della legge, rapporti sui crimini riguardo:

  • ai civili morti e feriti;
  • ai civili privati ​​illegalmente della libertà e scomparsi;
  • ai prigionieri di guerra e ai prigionieri civili torturati durante la prigionia e poi rilasciati.

Dal 1° dicembre 2023, gli avvocati del GPDU rappresentano le vittime in 1.300 procedimenti penali:

  • 247 dispersi;
  • 158 persone che sono state torturate (compresi 33 casi di violenza sessuale);
  • 427 civili uccisi;
  • 468 civili feriti.

Inoltre, gli avvocati del GPDU hanno presentato circa 4.000 denunce di reati concernenti la perdita di beni, rubricate nel Registro unificato delle indagini preliminari, ma non sono ancora state oggetto di indagine.

Illustrazione: Krykunenko Maryia / (GPDU)

Gli avvocati del GPDU aiutano la polizia e il Servizio di Sicurezza ucraino nello svolgimento di azioni investigative, in particolare interrogando vittime e testimoni, organizzando esami medico-legali, identificando i cadaveri, identificando i sospetti e altro. In particolare, i nostri avvocati hanno identificato 9 imputati tra i prigionieri di guerra russi.

Alle vittime di crimini viene offerta un’assistenza completa, che comprende: assistenza umanitaria (disposizione di una tantum in denaro, vestiti, medicinali, articoli per la casa), assistenza legale (disposizione di consulenza legale, pagamento dei servizi di un avvocato per la rappresentanza presso le autorità nazionali di Ucraina e Russia, autorità internazionali, come il Comitato dell’ONU sui diritti umani, il Gruppo di lavoro dell’ONU sulla detenzione arbitraria, la Corte penale internazionale), assistenza psicologica (pagamento per consulti psicoterapeutici a lungo e a breve termine). Per maggiori dettagli sui programmi di beneficenza del GPDU vedi sotto.

Le informazioni raccolte sui crimini sono compilate sottoforma di articoli analitici e comunicazioni e vengono sottoposte all’ufficio del procuratore della CPI. Abbiamo già presentato cinque comunicazioni di questo tipo. Nella prima e nella seconda qualifichiamo le azioni dei russi a Mariupol’ e il trasferimento forzato di bambini dall’Ucraina alla Russia come genocidio, nella terza e quarta qualifichiamo la detenzione illegale e le esecuzioni extragiudiziali come crimini contro l’umanità, e nella quinta, i bombardamenti di obiettivi civili e della popolazione civile sono qualificati come crimini di guerra. Sono in preparazione altre due comunicazioni riguardanti le sparizioni forzate e la tortura, che classifichiamo come crimini contro l’umanità.

Tuttavia, non è sufficiente trasmettere queste informazioni soltanto agli specialisti e a coloro che sono coinvolti nelle indagini sui crimini, sia nel nostro Paese che all’estero. È necessario che raggiungano il consumatore di informazioni di massa non solo in Ucraina, ma anche in altri paesi. Per questo motivo abbiamo creato un sito web dedicato ai crimini di guerra, tradotto in sette lingue: ucraino, russo, inglese, francese, tedesco, italiano, spagnolo.

Abbiamo presentato anche un progetto “Voci della guerra”. Intervistiamo coloro che hanno subito crimini di guerra, coloro che sono stati testimoni di questi crimini e coloro che hanno qualcosa da raccontare sulla guerra: militari, volontari, psicologi, giornalisti, artisti, musicisti. Abbiamo già pubblicato circa trecento interviste sul nostro sito web e sul nostro canale YouTube. Sono informative, raccontano molto di ciò che sta accadendo qui e mostrano il livello di mutua assistenza e solidarietà degli ucraini. Mostrano anche il tipo di terrore che l’esercito russo sta infliggendo nei territori occupati e con quale brutalità trattano i civili. Traduciamo le migliori interviste in altre lingue. Le Voci della guerra si fanno sentire ora in 9 lingue.

Illustrazione: Krykunenko Maryia / (GPDU)

Forse siamo anche l’unica organizzazione in Ucraina che pubblica regolarmente informazioni sulle proteste russe contro la guerra in Ucraina. Dalla metà di marzo dello scorso anno pubblichiamo un resoconto settimanale di tali proteste.

Per riassumere, faccio notare che le singole componenti del nostro approccio sono strettamente collegate tra loro e si supportano a vicenda. Siamo interessati ad estendere questo approccio a tutte e dieci le regioni in cui hanno avuto luogo le operazioni di guerra.

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