L’obiettivo è il collasso

Come i russi hanno intensificato in modo significativo gli attacchi contro le infrastrutture ferroviarie ucraine.
Serhij Okunev08 Marzo 2026UA DE EN ES FR IT RU

Атака на фастівський вокзал. Грудень 2025 року. Фото: Сергій Окунєв

Attacco alla stazione di Fastiv. Dicembre 2025. Foto: Serhij Okunev

Gli attacchi russi contro l’infrastruttura ferroviaria ucraina sono iniziati pochi giorni dopo l’invasione su vasta scala e proseguono fino ad ora. Tuttavia, nel 2025 e all’inizio del 2026 l’esercito di occupazione ha significativamente aumentato simili attacchi, in particolare contro stazioni ferroviarie civili, depositi con treni passeggeri civili e altre strutture che non hanno niente a che fare né con l’esercito né con la logistica militare.

Dato che uno dei compiti principali dei russi è causare un collasso su vasta scala nelle retrovie ucraine e creare il più possibile pressione e pericolo per i civili ucraini, gli attacchi alle ferrovie possono essere parte di questa strategia.

Stazione distrutta, treni elettrici bruciati, nessun obiettivo militare. L’attacco russo alla città di Fastiv

Nella notte del 6 dicembre 2025 la Russia ha sferrato un attacco massiccio contro la città di Fastiv, uno degli snodi ferroviari più grandi della regione di Kyiv e di tutta l’Ucraina centrale. I droni hanno completamente distrutto la stazione ferroviaria civile che non aveva alcuna funzione militare e operava regolarmente fino al momento della sua distruzione.

La propaganda russa ha giustificato la distruzione di Fastiv con un presunto attacco contro un treno merci che trasportava tecnica militare che sarebbe stato distrutto in un deposito vicino alla stazione ferroviaria. L’attacco al deposito è avvenuto realmente, tuttavia una decina di giornalisti, tra cui l’autore dell’articolo, sono stati fatti entrare nel deposito distrutto poche ore dopo l’attacco. Non c’erano tracce né di tecnica militare, né dei suoi resti, né di binari per il trasporto nel deposito; vera “vittima” degli attacchi sono stati dei comuni treni elettrici locali, incapaci tra l’altro di trasportare grandi carichi.

L’attacco a Fastiv è stato soltanto l’ennesimo caso nell’ondata di attacchi russi contro le stazioni ferroviarie. Secondo fonti pubbliche, nel 2025 la Russia ha sferrato almeno sei attacchi simili. Il 4 ottobre 2025 i droni russi hanno colpito la stazione dei treni di Šostka, nella regione di Sumy, causando un morto e 30 feriti.

Dei sei grandi attacchi contro stazioni ferroviarie la metà, cioè 3 casi, è avvenuta a dicembre dello scorso anno. Si può dunque affermare con certezza che simili attacchi non sono frutto di casualità, ma l’ennesimo piano russo messo in atto alla fine del 2025. Inoltre, è certo che il nemico si sia attivato maggiormente nei tentativi di distruzione delle sottostazioni di trazione ferroviaria e di altri obiettivi dell’infrastruttura dei treni che influenzano direttamente il funzionamento generale della ferrovia. Le fonti pubbliche non riportano le statistiche di questi attacchi, sappiamo però che nel 2025 sono aumentati significativamente.

Атака на фастівський вокзал. Грудень 2025 року. Фото: Сергій Окунєв

Attacco alla stazione di Fastiv. Dicembre 2025. Foto: Serhij Okunev

La “kill zone” ferroviaria. Cosa sappiamo degli attacchi contro i treni e perché sono pericolosi

Oltre all’infrastruttura e alle stazioni ferroviarie, il nemico colpisce anche i treni. La situazione è diventata particolarmente pericolosa per i territori e le regioni al confine e al fronte. Nella seconda metà del 2025 sono stati sferrati diversi attacchi con droni a treni e locomotive nelle regioni di Černihiv e Sumy. A ottobre 2025 la divisione russa Rubikon, tristemente nota soprattutto per crimini di guerra contro la popolazione civile ucraina, ha pubblicato il video di un attacco mirato contro una locomotiva nella regione di Černihiv che non trasportava nessun carico.

Sempre a ottobre, il famoso esperto di droni e comunicazione Serhij “Flash” Beskrestnov, ha parlato del pericolo di simili attacchi:

“L’uso di Shahed con controllo online su obiettivi mobili è molto limitato. È prevedibile che tra gli obiettivi a rischio rientrino la ferrovia, trasporti collettivi e i mezzi pesanti. Un pickup dell’esercito ucraino non rappresenta un obiettivo per uno Shahed con una carica esplosiva di 50 kg. Alla base del sistema di controllo degli Shahed ci sono una camera e un modem radio di origine cinese. La portata pratica arriva fino a 200 km. Ripeto per chi non mi abbia sentito: a rischio è soprattutto il nostro trasporto ferroviario. Per ora a 200 km dal confine, ma la tecnologia permette di raggiungere anche i 400 km”. Così “Flash” ha commentato i piani del nemico.

In quel periodo i russi avevano pubblicato un altro video di un attacco contro un treno.

La situazione è ancora più difficile nelle regioni al fronte, dove le linee ferroviarie possono passare a pochi chilometri dalle postazioni nemiche. Il 6 novembre, dopo una serie di attacchi contro treni civili, è stato interrotto il collegamento ferroviario con la regione di Donec’k. I treni elettrici che collegavano le città della regione sono stati cancellati, mentre l’Intercity Kramators’k-Slov’jans’k fa da allora capolinea nella regione di Charkiv.

Possiamo affermare che a causa degli sviluppi dei droni russi, una distanza di circa 20 km o meno dalla frontiera nazionale o dal fronte rappresenta un grande pericolo per le ferrovie; ma i droni russi di tipo Shahed, dotati ora anche di un controllo online, possono colpire treni a una distanza di gran lunga maggiore, che comprende centinaia di chilometri nelle retrovie.

Атака на фастівський вокзал. Грудень 2025 року. Фото: Сергій Окунєв

Attacco alla stazione di Fastiv. Dicembre 2025. Foto: Serhij Okunev

La traccia bielorussa. Cosa sappiamo della nuovissima tattica del nemico contro i collegamenti ferroviari in Ucraina

Alla fine di dicembre 2025 il nemico ha sferrato una serie di attacchi contro l’infrastruttura ferroviaria e il materiale rotabile sulla tratta “Kovel’-Kyiv”. L’esperto Serhij “Flash” ha commentato così il 26 dicembre:

“Due giorni fa droni Shahed hanno attaccato un treno e poi la squadra di riparatori, oltre a un ponte ferroviario. Ieri notte un deposito di locomotive. Tutti questi attacchi sono indirizzati verso la tratta Kyiv-Kovel’. Il compito del nemico è bloccare il lavoro di questa catena logistica tra Ucraina e Polonia. Gli attacchi proseguiranno. Sebbene gli Shahed provengano dalla Federazione Russa, continuo a insistere che siano lanciati dal territorio della Repubblica Bielorussa” .

In seguito, si è parlato della versione che prevede “la traccia bielorussa” anche in altre occasioni. Persino Zelensky ha detto in uno dei suoi discorsi che in Belarus, nella zona di confine, sui tetti di abitazioni civili sono piazzate antenne per il controllo degli Shahed.

“Secondo le informazioni raccolte dai nostri servizi segreti, l’attrezzatura usata per gli attacchi contro l’Ucraina, nelle zone abitate in Belarus vicino al confine si trova anche sulle abitazioni civili. In pratica, sui tetti di comuni palazzine a sei piani sono piazzate antenne e altre attrezzature che aiutano a indirizzare gli Shahed verso gli obiettivi delle nostre regioni occidentali. Si tratta di un totale disprezzo per la vita umana ed è importante che a Minsk la smettano di giocare. Informeremo i nostri partner e prepareremo risposte congiunte” — ha detto Zelensky.

La tratta ferroviaria Kovel’-Kyiv svolge un ruolo cruciale per il trasporto passeggeri in Ucraina occidentale e centrale. E attacchi simili, come il tentativo di distruzione di ponti ferroviari, possono mettere a rischio in particolare i treni passeggeri.

Sebbene le ferrovie possano realmente essere utilizzate dall’esercito per la logistica, il diritto internazionale umanitario consolida chiaramente il principio della proporzionalità. Attacchi contro un qualsiasi obiettivo ferroviario non possono essere giustificati solamente dal fatto che tali strutture potrebbero essere utilizzate per fornire supporto logistico alle truppe. Le perdite previste tra i civili o i danni all’infrastruttura civile sarebbero sproporzionate rispetto al vantaggio militare previsto. E tali casi, come l’attacco contro la stazione ferroviaria di Fastiv o l’attacco contro treni che non svolgono alcuna missione militare, possono essere classificati come crimini di guerra.

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