Cambiamento della demografia dei territori occupati dell’Ucraina negli anni 2022-2023

Dal 2014 nel territorio dell’Ucraina è stato commesso un numero enorme di crimini di guerra, di crimini contro l’umanità e altre gravi violazioni dei diritti dell’uomo.
Vladyslav Myroshnychenko13 Gennaio 2024UA DE EN ES FR IT RU

[demography]

Molti di questi crimini hanno un carattere sistemico e sono attuati dalla Russia come politica statale coerente. Uno di questi crimini è il cambiamento della composizione demografica della popolazione dei territori occupati dell’Ucraina.

Per cominciare, bisogna osservare, che tale politica russa viola il diritto umanitario internazionale, in particolare l’articolo 49 della Convenzione sulla tutela della popolazione civile in tempo di guerra: “Lo Stato invasore non deve attuare trasferimenti o deportazioni di parte della sua popolazione civile nel territorio che occupa”. Inoltre, probabilmente è possibile considerare il trasferimento di massa di russi in Crimea e la deportazione di ucraini da lì come crimine di guerra in conformità all’articolo 8 (2) (a) (vii) dello Statuto di Roma del Tribunale penale internazionale (TPI) e come crimine contro l’umanità secondo l’articolo 7 (1) (d).

La Russia ha iniziato a condurre tale politica subito dopo l’occupazione della Crimea. E, purtroppo per noi, questa politica dello Stato invasore si è rivelata di successo. Secondo diverse stime, dal 2014 in Crimea sono arrivati illegalmente fino a 800.000 cittadini della Russia, mentre circa 100.000 ucraini hanno invece lasciato la penisola. Sul territorio della penisola occupata, gli elementi chiave di questa politica sono stati: il credito ipotecario agevolato; il trasferimento di soldati, forze dell’ordine, impiegati statali, medici e insegnanti, giudici russi e loro famiglie; l’espulsione degli ucraini verso la parte continentale dell’Ucraina; l’incentivazione al trasferimento di ucraini nel territorio russo.

Dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala in Ucraina il 24 febbraio 2022, lo stato invasore conduce la stessa politica in altri territori occupati. Ma, naturalmente, al momento attuale la politica di colonizzazione non ha avuto tanto successo come in Crimea, poiché l’intensità delle azioni militari non permette di motivare i civili russi a spostarsi in massa nei territori occupati. Quelle grandi città occupate dell’Ucraina, che sono situate relativamente lontane dalla linea del fronte e che possono essere considerate dai russi “nelle retrovie”, ad esempio Mariupol’, possono essere considerate alcune eccezioni. Inoltre, la colonizzazione e la ricostruzione di queste città per la Russia costituisce un progetto politico, che deve dimostrare al pubblico interno russo e, auspicabilmente al mondo intero, che le città sotto l’occupazione russa “prosperano”.

La maggioranza delle informazioni contenuta nelle fonti aperte riguarda l’attuazione di questa politica nella Mariupol’ occupata. In particolare, è possibile citare i seguenti esempi molto indicativi dal punto di vista delle intenzioni dello Stato invasore:

  1. Il Ministero dell’Edilizia e dell’Agricoltura Comunale della Federazione Russa (FR) ha dichiarato, che negli anni 2022-2025 a Mariupol’ si prevede di costruire oltre 600mila metri quadrati di edifici per abitazione a più piani. Il “complesso di edilizia militare del Ministero della Difesa della Russia”, che subito dopo l’occupazione di Mariupol’ ha iniziato la costruzione illegale nella città, si occupa della costruzione degli alloggi;
  2. Il 1° luglio 2023, il consigliere del sindaco di Mariupol’, Petr Andryushchenko, ha dichiarato, che dal momento dell’occupazione circa 40.000 russi si sono trasferiti illegalmente a Mariupol’;
  3. Come riferisce il Centro di Resistenza Nazionale: “Il nemico ha elaborato un “piano di sviluppo” per la Mariupol’ temporaneamente occupata, che prevede l’incremento della sua popolazione di circa 300mila persone in virtù della migrazione dalla FR. I cambiamenti demografici previsti devono essere realizzati entro il 2035”.

Inoltre, le autorità ucraine hanno già dichiarato la probabile presenza di insegnanti russi nel territorio occupato.

A favore delle intenzioni della Federazione Russa di facilitare il cambiamento demografico dei territori occupati può testimoniare la presenza di un numero considerevole di annunci sui siti web russi di ricerca di posti vacanti per reclutare persone dalle regioni della Russia e dei paesi della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) per trasferirsi a lavorare nei territori occupati dell’Ucraina. Qui, in particolare, si tratta di lavoratori del settore edile, forze dell’ordine, medici, e così via. Parte di loro firmano contratti temporanei, ma una parte può rimanere nei territori occupati dell’Ucraina attratti dai salari, che spesso superano di molto la media nelle regioni russe. È abbastanza eloquente il rapporto del Centro di Resistenza Nazionale, secondo cui il numero di migranti clandestini dall’Asia Centrale nei territori occupati dell’Ucraina ha già raggiunto le 100.000 persone.

Secondo i dati riportati nelle informazioni operative dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina (FAU), “gli invasori russi continuano ad adottare la pratica del trasferimento fittizio e dell’assimilazione forzata degli ucraini nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina. Così, nel distretto di Heniches’k della regione di Kherson, gli invasori hanno iniziato l’espulsione forzata in Russia dei cittadini ucraini, che non hanno ancora ottenuto o hanno rifiutato di ottenere la cittadinanza russa, comprese le famiglie con bambini e anziani. Gli invasori popolano i loro domicili, di regola, con rappresentanti di minoranze nazionali da ceti meno abbienti della popolazione della FR”.

Bisogna osservare separatamente l’avvio da parte della Federazione Russa di un programma su vasta scala di sostegno al credito ipotecario agevolato per l’acquisto di un alloggio nei territori occupati delle regioni di Kherson, Zaporizzya, Doneck e Luhansk. Le condizioni del credito ipotecario nei territori occupati e per le persone, che vivono in questi territori, sono molto più accattivanti rispetto ad altri programmi disponibili. Questo faciliterà direttamente il trasferimento dei cittadini della Russia nei territori occupati e, allo stesso tempo, creerà condizioni accattivanti per gli ucraini per il trasferimento dai territori occupati in Russia. L’introduzione di tale programma poteva avvenire solo per motivi politici, e prendendo in considerazione l’esperienza di implementazione di una simile politica nella Crimea occupata, si può constatare con certezza, che il credito ipotecario agevolato diventerà uno dei pilastri principali della politica di colonizzazione della Russia anche in altri territori occupati dell’Ucraina.

Riassumendo, bisogna osservare, che l’attuale politica russa per modificare la composizione demografica della popolazione dei territori ucraini occupati è una continuazione diretta della politica, che è stata attuata dal 2014, in particolare in Crimea. In condizioni di intense azioni di guerra e di “legge marziale” illegalmente introdotta dai russi in questi territori, il flusso di migranti russi rimane relativamente contenuto; pertanto, le procedure per modificare la composizione demografica della popolazione procedono lentamente e al momento attuale non sono costanti. Inoltre, non c’è dubbio, che in caso di “congelamento” del conflitto, centinaia di migliaia di ucraini, che hanno lasciato i territori occupati, non vi torneranno mai più, e al loro posto si troveranno rapidamente centinaia di migliaia di cittadini della FR.

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