La Procura generale ha registrato quasi 69 mila crimini di guerra commessi dalla Federazione Russa nell’ultimo anno

Al 23 giugno 2026 l’iniziativa T4P ha inoltre documentato 110. 095 crimini di questo tipo dall’inizio dell’invasione su vasta scala.
Marija Krykunenko15 Luglio 2026UA DE EN ES FR IT RU

Illustrazione, © Marija Krykunenko

Che cosa ci dicono questi numeri?

In un anno, da giugno 2025 a giugno 2026, l’Ufficio del procuratore generale dell’Ucraina ha registrato e sta indagando su 72.295 procedimenti penali legati all’aggressione russa. Di questi, 68.900 casi sono stati avviati ai sensi dell’articolo 438 del Codice penale ucraino: azioni direttamente legate a crimini di guerra. La notizia è stata comunicata dal Procuratore generale Ruslan Kravčenko che ha tirato le somme del suo anno in servizio.

“Per qualcuno è tanto, per altri è poco. Per me non è sufficiente”, ha dichiarato il procuratore.

Nel corso dell’ultimo anno di attività del suo dipartimento sono stati formulati capi d’accusa per crimini di guerra nei confronti di 349 persone. Sono stati trasmessi al tribunale 258 procedimenti penali e sono già state pronunciate condanne nei confronti di 97 persone. Tra le sentenze c’è anche quella di aprile contro il “direttore” del regime di occupazione della riserva della biosfera “Askanija-Nova”, condannato a 15 anni di carcere per aver portato via animali rari dalla riserva. Si tratta della prima condanna in Ucraina per un crimine di guerra contro il patrimonio naturale protetto.

I casi relativi a reati contro minori vengono trattati separatamente: i giudici hanno pronunciato 81 condanne, tra cui 18 ergastoli.

In totale, da febbraio 2022, l’inizio dell’invasione su vasta scala, il numero di crimini di aggressione registrati ha superato i 256 mila casi; i crimini di guerra invece sono stati più di 225 mila. Il Procuratore Kravčenko ha enunciato questi dati durante la conferenza internazionale United for Justice, svoltasi a maggio 2026.

Inoltre, al 23 giugno 2026, l’iniziativa T4P ha documentato 110.095 crimini di guerra commessi durante la guerra su vasta scala in Ucraina.

La dimensione internazionale

Di recente, a marzo 2026, il mandato del Gruppo investigativo congiunto, fondato per indagare sui principali crimini internazionali commessi in Ucraina, è stato prolungato di altri due anni. Il gruppo è supportato da Eurojust e riunisce le forze dell’ordine e gli organi di procura di Ucraina, Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Romania e Slovacchia. I partner del gruppo sono Eurojust, Europol e l’Ufficio del procuratore della Corte penale internazionale.

Il gruppo investigativo congiunto permette agli stati di coordinare le indagini, scambiarsi prove, lavorare con testimoni e vittime che si trovano in paesi diversi e anche di evitare indagini doppie. Ciò risulta particolarmente importante per quei casi dove un crimine è stato commesso sul territorio ucraino, ma le conseguenze, le prove o i sospettati sono legati ad altri paesi.

A seguito del prolungamento del mandato il gruppo deve intensificare il lavoro relativo ai crimini contro i minori ucraini. Un’attenzione particolare deve essere data allo spostamento illegittimo e alla deportazione dei minori dall’Ucraina verso la Russia e la Belarus’. Eurojust indica proprio questo tema come una delle priorità per il futuro lavoro del Gruppo investigativo congiunto. Proprio per la deportazione illegale e lo spostamento forzato di minori ucraini a marzo 2023 la Corte penale internazionale ha emesso un ordine di arresto per Vladimir Putin e per Marija L’vova-Belova, plenipotenziario della Federazione Russa per i diritti dei minori.

Nonostante la Corte penale internazionale svolga un ruolo estremamente importante nel ripristino della giustizia, essa non è in grado di garantire autonomamente la piena responsabilità della Russia per la guerra contro l’Ucraina. Le competenze del tribunale gli permettono di indagare su crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini di genocidio commessi direttamente durante le operazioni militari. Tuttavia, il problema chiave sta nella giurisdizione nei confronti della causa primaria: il crimine di aggressione. Dato che la Federazione Russa non fa parte dei paesi firmatari dello Statuto di Roma, la CPI è giuridicamente privata della possibilità di chiamare le autorità russe a rispondere del fatto stesso di aver sferrato un attacco armato non provocato.

Per colmare questa lacuna giuridica, il 25 giugno 2025 l’Ucraina e il Consiglio d’Europa hanno sottoscritto a Strasburgo un accordo bilaterale sulla fondazione di un Tribunale speciale per i crimini di aggressione contro l’Ucraina. A differenza dei tribunali nazionali che si occupano di crimini di guerra concreti o della Corte penale internazionale che lavora su crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini di genocidio, questo tribunale deve concentrarsi proprio sulla responsabilità di chi inizia una guerra di aggressione. Il suo mandato comprende indagini, azioni penali e procedimenti giudiziari ai danni di soggetti che hanno la responsabilità maggiore per la pianificazione, la preparazione, l’inizio o l’attuazione dell’aggressione contro l’Ucraina. Si tratta soprattutto della più alta leadership politica e militare del paese aggressore, ma anche di altri attori che hanno potuto svolgere un ruolo chiave nella presa di decisione e nella realizzazione dell’aggressione.

Il tribunale è però ancora in attesa della sua piena operatività: a gennaio 2026 il Consiglio d’Europa e l’Unione europea hanno raggiunto un accordo riguardo al finanziamento di un gruppo di preparazione speciale con il compito di instaurare le basi istituzionali, logistiche e organizzative per il lavoro del tribunale; a maggio del 2026 trentasei stati e l’UE hanno sostenuto la creazione di un accordo parziale ampliato relativo al Comitato direttivo del Tribunale speciale, che deve garantire il finanziamento e il supporto amministrativo del meccanismo.

La Russia continua a commettere crimini di guerra

Secondo i dati della Missione di monitoraggio dell’ONU per i diritti umani in Ucraina, durante i primi quattro mesi del 2026 in Ucraina ci sono stati almeno 815 morti e 4174 feriti tra i civili. Ciò rappresenta un aumento del 21% rispetto allo stesso periodo nel 2025. A maggio 2026 la situazione è ulteriormente peggiorata: l’ONU ha registrato almeno 274 morti e 1764 feriti tra i civili. Si tratta del più grande indicatore mensile relativo alle perdite tra i civili da aprile 2022. Le principali cause delle morti e dei feriti rimangono attacchi con missili, attacchi con droni, bombardamenti aerei, bombardamenti di artiglieria e l’uso di armi esplosive nelle zone abitate dai civili.

La violenza sessuale legata a un conflitto armato rimane uno dei crimini più documentati commessi dalla Russia. Nel 2026 l’ONU ha inserito per la prima volta le forze armate e le strutture di sicurezza russe nella lista delle parti responsabili di violenza sessuale legata a un conflitto armato. Il rapporto del Segretario generale dell’ONU parla di 310 casi confermati di tale violenza ai danni di prigionieri di guerra e civili ucraini detenuti dalla Russia o dalle autorità di occupazione. A causa dello stigma, della paura e del trauma il numero effettivo delle vittime potrebbe essere notevolmente più elevato.

Anche la distruzione del patrimonio culturale ucraino è una conseguenza dell’aggressione russa. Secondo i dati del Ministero della cultura dell’Ucraina aggiornati a fine maggio 2026, in seguito agli attacchi russi sono stati distrutti o danneggiati 1913 monumenti appartenenti al patrimonio culturale e 2573 oggetti facenti parte dell’infrastruttura culturale.

Oltre all’infrastruttura culturale, anche l’infrastruttura dell’istruzione rimane sotto attacco. Durante la guerra della Russia contro l’Ucraina sono stati danneggiati in seguito ad attacchi e bombardamenti circa quattro mila istituzioni scolastiche: più di 400 sono state distrutte completamente, come dichiarato dal ministro dell’istruzione e della scienza Oksen Lisovyj.

Documentare questi reati, conservare le prove e assicurare i colpevoli alla giustizia rimangono le condizioni cruciali affinché le vittime ottengano giustizia e anche una garanzia del fatto che tali crimini non vengano considerati la norma.

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The publication is created in the framework of the project “Documenting and analysing international crimes committed by the Russia’s armed forces after 24.02.2022, helping victims of these crimes and informing on crimes”, funded by the European Union. Views and opinions expressed are those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union. Neither the European Union nor the contracting authority can be held responsible for them.