Come l’esercito russo attacca gli hotel in tutta l’Ucraina

Dall’inizio della guerra gli occupanti colpiscono regolarmente complessi alberghieri e persino ostelli sul territorio ucraino. Spesso nelle città al fonte: a Charkiv, nella regione di Donec’k e al sud.
Serhij Okunev19 Aprile 2026UA DE EN ES FR IT RU

Готель у Сумах Отель в Сумах

Hotel a Sumy, fonte foto “Kordon Media”

La mattina del 27 febbraio i droni russi hanno colpito due volte un hotel nel centro di Sumy. Quasi metà dell’edificio è andata a fuoco e le fotografie post attacco testimoniano l’utilizzo di droni con miscela infiammabile, usati apposta per provocare grandi incendi che risultano più distruttivi persino dell’esplosione stessa. L’attacco all’hotel di Sumy è soltanto uno dei tanti esempi.

Come da tradizione, la propaganda russa sostiene che gli hotel sarebbero usati dall’esercito ucraino come basi militari e gli attacchi non rappresenterebbero una minaccia per la popolazione civile. Questa tesi è stata smentita già più volte. Per esempio, nel caso dell’attacco a Sumy, qualche giorno prima l’autore dell’articolo (Serhij Okunev, giornalista e attivista per i diritti umani) si trovava in quell’albergo e può confermare che la struttura svolgeva la sua regolare funzione ricettiva: le camere si potevano prenotare sia alla reception che online, al piano terra erano aperti bar e ristoranti con accesso libero, non c’erano soldati o alcuna infrastruttura militare.

Secondo i dati aggiornati a maggio 2025 l’esercito russo ha colpito 31 volte 25 alberghi in Ucraina. I dati sono stati pubblicati dall’organizzazione internazionale Reporter Senza Frontiere (RSF) e dall’organizzazione ucraina per i diritti umani Truth Hounds (TH).

Con gli attacchi agli hotel l’esercito russo non persegue soltanto il suo “tradizionale” obiettivo del terrore, ma crea anche un pericolo critico per giornalisti, attivisti per i diritti umani e rappresentanti delle organizzazioni umanitarie. Fino al 2025 erano soprattutto queste categorie che usavano gli alberghi durante viaggi di lavoro per svolgere attività civili. È noto che a seguito di attacchi a hotel sono stati feriti almeno 25 giornalisti ed è morto Ryan Evans, collaboratore dell’agenzia Reuters.

Il 30 dicembre 2023 i russi hanno colpito con missili balistici l’albergo “Kharkiv Palace” ferendo diversi giornalisti stranieri. Qualche giorno dopo, il 10 gennaio 2024, è stato attaccato anche il “Park-hotel” nella regione di Charkiv.

Готель “Kharkiv Palace” у Харкові Отель “Kharkiv Palace” в Харькове

Hotel “Kharkiv Palace” a Charkiv, fonte foto Procura regionale di Charkiv.

Vittima dei droni russi è stato anche l’hotel “Reikartz” a Zaporižžja, dove spesso soggiornavano rappresentanti dell’ONU.

Il 24 giugno 2024 un missile russo ha distrutto quasi completamente l’albergo “Safir” a Kramators’k. Il bilancio è di un morto e otto feriti, tra cui giornalisti ucraini, tedeschi, lettoni, statunitensi e britannici.

Готель “Сапфір” у Краматорську Отель “Сапфир” в Краматорске

Hotel “Safir” a Kramators’k, fonte foto Protezione civile regione di Donec’k.

Il 5 marzo 2025 è stato parzialmente distrutto l’albergo “Central’nyj” a Kryvyj Rih: cinque persone sono morte, 32 sono rimaste ferite. Al momento dell’attacco nell’edificio si trovavano rappresentanti di missioni umanitarie provenienti da Ucraina, Regno Unito e USA.

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Hotel “Central’nyj” a Kryvyj Rih, fonte foto Protezione civile regione di Dnipro.

A partire dal 2024 e dal 2025 la maggior parte delle redazioni giornalistiche e un numero importante di organizzazioni umanitarie hanno aggiornato le loro linee guide di sicurezza: i collaboratori non possono più soggiornare in alberghi, soprattutto nelle regioni ucraine al fronte.

In base alle norme del diritto internazionale umanitario, persino nel caso in cui dei soldati si trovino in un determinato edificio civile, ciò non significa che l’edificio diventa automaticamente un obiettivo legittimo. Il diritto internazionale umanitario stabilisce il principio della proporzionalità, così come quello della difesa della popolazione civile.

Se in un albergo — che continua a svolgere la sua funziona comune e che non è stato trasformato in base militare — tra le centinaia di ospiti civili soggiornano temporaneamente per motivi privati dei soldati che in quel momento non prendono parte attiva al conflitto armato, tale edificio non può essere considerato un obiettivo legittimo. L’attacco sarebbe chiaramente sproporzionato e metterebbe in pericolo i civili.

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