Discorso di apertura della quarta conferenza in memoria di Arsenij Roginskyj

È necessario creare un Tribunale internazionale dotato di uno statuto speciale per la qualificazione giuridica dei crimini del regime comunista dell’URSS e della Russia postcomunista.
Egenij Zacharov08 Luglio 2024UA DE EN ES FR IT RU

Арсеній Рогінський, джерело фото: Центр захисту прав людини “Меморіал” Arseniy Roginsky, photo source: the Center for the Protection of Human Rights “Memorial” Арсений Рогинский, источник фото: Центр защиты прав человека “Мемориал”

Arsenij Roginskij. Fonte della foto: Centro per la difesa dei diritti umani “Memorial”

Signore e Signori! Cari amici!

Sono lieto di dare il benvenuto ai partecipanti alla quarta conferenza in memoria di Arsenij Borisovich Roginskij, direttore dell’associazione internazionale “Memorial” e mio caro e vecchio amico. Ci siamo conosciuti nel luglio del 1975 e siamo diventati subito amici. Arsenij, un bontempone straordinariamente affascinante e intelligente, mi ha subito conquistato. La nobiltà, il talento, il senso dell’umorismo in lui brillavano!

Abbiamo vissuto fianco a fianco per tutta la vita e abbiamo fatto un sacco di cose insieme. L’almanacco “Memoria”, le prime azioni di “Memorial”. Poi c’è stato lo scioglimento dell’URSS, la creazione di “Memorial Internazionale”, le riunioni del consiglio direttivo a scadenze regolari. “Vecchio mio, non riesco proprio ad abituarmi al fatto che viviamo in paesi diversi”, mi diceva Arsenij.

Ormai è da più di sei anni che non è più con noi, e ogni anno che passa la sua assenza si fa sentire sempre più intensamente. Continui a chiederti che cosa avrebbe detto o come avrebbe agito nell’ una o nell’altra occasione.

Nel maggio dello scorso anno, i rappresentanti di 15 organizzazioni di “Memorial” provenienti da 9 paesi hanno registrato a Ginevra l’Associazione Internazionale Memorial, successore e continuatore di “Memorial Internazionale”, liquidato dalla corte russa, confermando così, che la memoria non può essere eliminata, e che “Memorial” continua ad esistere. Questo farebbe sicuramente felice Arsenij. E oggi tra i partecipanti alla conferenza ci sono molti membri della nuova Associazione.

Si potrebbe rievocare molto delle nostre attività, delle discussioni, dei successi e dei fallimenti. Menzionerò soltanto una cosa, ma è fondamentale. Abbiamo discusso molte volte su come attuare una valutazione giuridica dei crimini del regime comunista dell’URSS, ma, fatta eccezione per la Lituania, la Lettonia e l’Estonia, non siamo mai riusciti a realizzare il nostro obiettivo. Tuttavia, a mio avviso, la qualificazione giuridica dei crimini del regime dittatoriale e inumano dell’URSS è stata e rimane forse il compito principale di “Memorial”.

Se questo fosse stato fatto all’inizio degli anni ‘90, forse si sarebbero potute evitare sia le guerre cecene, sia l’attuale guerra che dura ormai da dieci anni e ha come scopo la distruzione della cultura ucraina e dello stato ucraino e di tutti coloro che lo difendono e lo sostengono.

Le conseguenze dei crimini del regime comunista in URSS sono terribili. Come ha scritto profeticamente il genio ucraino Taras Shevchenko, esse riguardano “i morti, i vivi e chi non è ancora nato”. Oltre i milioni di morti per fame e per repressione politica e i futuri nascituri, questi crimini hanno colpito duramente i sopravvissuti. Hanno influenzato negativamente la loro attività sociale e politica, hanno seminato la paura del potere. Questi tragici eventi si riflettono ancora nella psicologia dei loro discendenti.

La società post-genocida dei paesi, che sono sopravvissuti al comunismo, ha estremamente bisogno di una coscienza tranquilla, di una liberazione dai complessi psicologici e di un affrancamento dalla paura. Il che è impossibile senza un riconoscimento pubblico delle azioni del regime comunista come crimini a livello giuridico. È un dovere morale delle nostre nazioni verso i morti, ed è necessario per stabilire una giustizia storica e rafforzare il sistema immunitario dei nostri popoli contro le repressioni politiche, la violenza, la coercizione statale ingiustificata.

Vorrei sottolineare che il Centro educativo e di ricerche scientifiche di “Memorial Internazionale”, diretto da Arsenij Roginskij, insieme alle associazioni “Memorial” di altri paesi, ha raccolto un’enorme quantità di informazioni sui crimini del regime comunista ed è in grado di documentarle. Si tratta sia dell’organizzazione del Terrore Rosso nel 1918, delle repressioni di massa contro i contadini, della carestia artificiale negli anni 1930-1933, sia delle operazioni contro i kulaki e delle “operazioni nazionali” del NKVD, delle liste delle persone da far fuori, dell’uso legale delle torture, delle repressioni dei membri delle famiglie dei traditori della Patria, del patto Molotov-Ribbentrop del 22 agosto 1939, dell’esecuzione degli ufficiali polacchi nella primavera del 1940, delle deportazioni di massa in base alla “classe”, alla nazionalità e a molto altro.

Gli eventi degli ultimi anni hanno dimostrato che il passo successivo non possa essere che quello di creare un Tribunale internazionale con uno statuto speciale per la qualificazione giuridica dei crimini del regime comunista dell’URSS e della Russia postcomunista. E credo che riguardo a questo la nuova Associazione Memorial debba svolgere un ruolo importante.

Voglio ringraziare gli organizzatori della quarta conferenza in memoria di Arsenyj Roginskij e augurare ai partecipanti un proficuo e fruttuoso lavoro.

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