Perché i russi non rilasciano i civili ucraini?

La Russia ha creato un sistema segreto e illegittimo di privazione della libertà e detenzione, regolato da decreti segreti del presidente della Federazione Russa.
Jevhen Zacharov21 Aprile 2026UA DE EN ES FR IT RU

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Sono almeno 15 mila i civili ucraini nei luoghi di detenzione in Russia e nei territori ucraini temporaneamente occupati. Sono persone detenute in modo illegittimo orapite nei territori temporaneamente occupati. Sono reclusi per “opposizione all’operazione militare speciale”, cioè senza una base giuridica, dato che tale infrazione non compare nella legislazione penale e amministrativa russa. E, di fatto, non hanno alcuna possibilità di essere liberati.

All’inizio dell’anno erano circa 7000 i prigionieri di guerra ucraini. La Russia non li considera prigionieri di guerra; formalmente anche loro sono stati arrestati per “opposizione all’operazione militare speciale”. Dopo due scambi di prigionieri avvenuti quest’anno, che hanno permesso a 660 ucraini di tornare a casa, il numero è sceso a 6500. Durante questi due scambi sono stati rilasciati anche nove civili, i cui dettagli, però, ci sono sconosciuti.

Parte dei prigionieri di guerra e dei civili ucraini è stata condannata in base alle norme del diritto penale generale: omicidio, lesioni personali, terrorismo, spionaggio, ecc. Si tratta di circa 3000 persone che si trovano nelle stesse prigioni dei detenuti russi e diventano sempre più “visibili”: in generale, si può determinare la loro localizzazione, nonostante i russi tentino di nasconderla, soprattutto quella dei civili. Dopo la condanna ricevono il rispettivo status giuridico con tutte le sue conseguenze: i loro cognomi vengono inseriti nei database del Servizio federale per l’esecuzione delle pene della Federazione Russa, possono ricevere lettere, pacchi, denaro sul proprio conto corrente dai familiari, trasferimenti a seconda della modalità di esecuzione della pena, possono addirittura ricevere visite dai cari, se disposti ad andare in Russia. Gli avvocati possono far visita ai detenuti ucraini in accordo con la famiglia.

La maggior parte, invece, che non ha ancora ricevuto una condanna — soldati e civili — è detenuta in regime di isolamento, senza alcun legame con il mondo esterno. La grande maggioranza subisce regolarmente torture e azioni crudeli in forme diverse. E se i prigionieri di guerra possono contare ancora sul rilascio durante gli scambi, le chance che i civili possano essere liberati in questo modo sono misere.

Entrambe le parti si rifiutano di scambiare soldati per civili. Per la parte ucraina è difficile ottenere il rilascio simultaneo dei civili: i russi tendono a non accettare tale proposta. Nel quadro del progetto dell’Ufficio di coordinamento “Hoču k svoim” (Voglio tornare dai miei cari) sono stati rilasciati soltanto 70 prigionieri politici civili ucraini; in Ucraina hanno rilasciato lo stesso numero tra coloro che hanno compiuto crimini contro la sicurezza nazionale. Ma, all’interno di questa categoria, sono 800 le persone, uomini e donne, che vorrebbero vivere in Russia. La Russia però si rifiuta di prenderli. Così lo slogan russo “non abbandoniamo i nostri” non viene applicato.

Particolarmente catastrofica è la situazione delle donne. Lo scorso anno, tra le 3206 persone scambiate, c’erano soltanto 6 donne, quest’anno — nessuna. La Russia tiene in prigionia circa 30 militari donne, mentre l’Ucraina nessuna. La parte ucraina ha provato a scambiare soldati uomini per soldati donne, ma i russi hanno rifiutato. Secondo i dati in nostro possesso sono invece almeno 287 le donne civili in prigionia, ma non si stanno mettendo a punto meccanismi di rilascio.

Bisogna sottolineare che i civili ucraini vengono trattenuti senza alcuna base giuridica e l’unica decisione corretta sarebbe il loro rilascio senza alcuna condizione preliminare. Non ci si può fidare delle sentenze dei tribunali russi, poiché le testimonianze degli imputati sono state ottenute sotto tortura, il diritto alla difesa non è stato di fatto garantito e non ci sono state sentenze di assoluzione.

La Russia ha sostanzialmente istituito un sistema segreto e illegittimo di privazione della libertà e detenzione per gli ucraini, regolato da decreti segreti del presidente della Federazione Russa. Si può ipotizzare che nei decreti si definisca chi ha diritto di arrestare e le modalità di esecuzione della detenzione.

La comunità internazionale deve prendere coscienza di questo fatto. L’unica soluzione è una pressione comune di tutti gli stati sulla per ottenere il rilascio delle persone detenute in maniera illegittima dal governo russo.

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