Una cinquantacinquenne della città occupata di Skadovs’k è stata condannata a 12 anni di carcere per aver sostenuto l’Ucraina.

Natalija Povjetkina è una dei circa duemila civili sequestrati dall’inizio dell’invasione russa di una parte della regione di Cherson. Alcuni sono stati torturati e poi rilasciati, altri sono morti sotto tortura e molti altri sono ancora detenuti sulla base di accuse assurde.
Galja Kojnaš05 Maggio 2026UA DE EN ES FR IT RU

Наталія Повєткіна. Фото окупаційного “прокурора” Natalija Povjetkina. Foto des Besatzungs-„Staatsanwalts“ Natalia Povietkina. Photo occupation “prosecutor” Nataliya Povetkina. Foto del «fiscal» de la ocupación Natalia Povetkina. Photo du « parquet » d’occupation Natalija Povjetkina. Foto del “procuratore” delle forze occupanti Наталия Поветкина. Фото оккупационного “прокурора”

Natalija Povjetkina. Foto del “procuratore” delle forze occupanti

Un “tribunale” sotto il controllo delle forze di occupazione nella regione di Cherson ha condannato la cinquantacinquenne Natalija Povjetkina a 12 anni di reclusione. Lo Stato aggressore, che nel 2022 è entrato con forza a Skadovs’k, sua città natale, costringendola ad accettare la cittadinanza russa, ha accusato la donna ucraina di “alto tradimento”. La segretezza che accompagna questo tipo di procedimenti rende impossibile verificare le circostanze specifiche del caso; tuttavia, le accuse risultano identiche a quelle avanzate in numerosi altri processi per “tradimento” o “spionaggio”, dove condanne e pene detentive lunghe sono di fatto quasi sistematiche.

Come accade fin troppo spesso nei territori ucraini occupati nel 2022, non si sa praticamente nulla di Natalija Povjetkina e del momento in cui è stata fatta prigioniera. Sappiamo solo ciò che emerge dalle accuse rese pubbliche con la sentenza del 9 aprile 2026. Secondo l’accusa, all’inizio di maggio 2023 avrebbe volontariamente raccolto informazioni sui luoghi di dislocazione di mezzi militari e personale russo. Ciò sarebbe avvenuto, presumibilmente, su indicazione di non meglio precisati rappresentanti del Servizio di sicurezza ucraina. Avrebbe poi inviato, sempre secondo l’accusa, queste informazioni tramite un’app di messaggistica al proprio “referente”. Le dichiarazioni si concludono immancabilmente con una formula standard secondo cui le informazioni avrebbero potuto essere utilizzate per colpire le postazioni dei militari russi.

Sappiamo dunque che giugno 2023 è il momento in cui Povjetkina sarebbe stata catturata. Se è stata sequestrata a causa delle sue posizioni filoucraine, gli occupanti potrebbero aver iniziato immediatamente a controllare il suo telefono e aver trovato qualsiasi foto ritenuta “prova di colpevolezza”.

L’accusa di “alto tradimento” è stata formulata ai sensi dell’articolo 275 del Codice penale della Federazione Russa, e la sentenza è stata emessa dal“Tribunale regionale di Cherson” d’occupazione. Questo tipo di processo si svolge a porte chiuse. Oltre alla condanna a 12 anni di reclusione, a Povjetkina è stato imposto anche un anno di libertà limitata e una pesante multa di 100.000 rubli.

I russi hanno iniziato a sequestrare i civili in tutte le aree occupate dell’Ucraina. Nel mirino sono finiti attivisti, volontari, ex militari e chiunque avesse una posizione apertamente filoucraina. Dei quasi duemila ucraini sequestrati nella sola regione di Cherson, più di 923 sono ancora detenuti. Mentre alcuni, come Iryna Horobcova, Serhij Cyhipa, Abpaz Kurtamet e suo padre Khalil Kurtamet, sono poi diventati oggetto di processi esemplari, altri continuano a essere detenuti senza alcun contatto con il mondo esterno e senza alcuna accusa formale. Tra questi figurano Ihor Kolychajev, sindaco di Cherson, e Oleksandr Babyč, sindaco di Hola Prystan. A marzo 2026, Oleksij Butenko, capo del dipartimento per le indagini sui crimini di guerra della procura regionale di Cherson, ha riferito che almeno 29 civili sequestrati nella regione di Cherson sono stati torturati a morte o sono deceduti a causa della mancanza di cure mediche durante la prigionia russa. Il numero reale potrebbe essere molto più alto perché numerosi civili sono semplicemente scomparsi, compreso il volontario spagnolo di 77 anni Mariano García Calatayud, detto Mario.

È inoltre difficile monitorare tutto, perché le condanne per “alto tradimento”, “spionaggio” e cosiddetto “terrorismo” vengono emesse a ritmo serrato, quasi quotidianamente. La maggior parte dei “processi per tradimento” riguarda presunte “trasmissioni di informazioni sui movimenti militari” oppure donazioni alle Forze armate ucraine o a organizzazioni benefiche ucraine.

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