Doppio crimine

Come i russi hanno iniziato a usare lanciarazzi multipli a raffica contro le centrali elettriche di Charkiv.
Serhej Okunev24 Marzo 2026UA DE EN ES FR IT RU

Руйнування житлового будинку після удару РСЗВ у місті Харків, вересень 2022 року

Abitazione civile dopo un attacco di sistemi lanciarazzi multipli russi, Charkiv settembre 2022

Nel 2026 in concomitanza con il peggioramento delle condizioni metereologiche e con l’arrivo del freddo intenso, le forze di occupazione russa hanno intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine. Il 5 gennaio cinque razzi del sistema missilistico a lungo raggio Tornado-S hanno colpito la città di Charkiv. Ancora una volta l’obiettivo dell’attacco è stato un impianto energetico situato in una zona densamente popolata. Non è stato il primo caso di impiego di questo tipo di armi; tuttavia, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 la Russia ha iniziato a utilizzare in maniera più massiccia i Tornado-S, soprattutto negli attacchi a obiettivi situati nella città di Charkiv.

Il 24 dicembre 2025, intorno alle 5:30, un Tornado-S lanciato dai russi ha colpito una centrale elettrica nei sobborghi di Charkiv causando un morto e tredici feriti.

Il 24 settembre 2024 i russi hanno bombardato il quartiere Kyiv a Charkiv con il sistema lanciarazzi multipli Tornado-S ma senza fare vittime.

Il 5 agosto Charkiv è stata bombardata con lo stesso sistema lanciarazzi; 4 persone sono rimaste ferite.

Il sistema reattivo è stato concepito come un’arma con effetto “a zone”, in grado di coprire vaste aree, a volte estese centinaia di metri quadrati, con una potente forza esplosiva. Nonostante i moderni sistemi di lanciarazzi multipli siano più precisi dei modelli sviluppati negli anni 1960-70, non possono ancora essere considerati armi ad alta precisione, perché il principio stesso del loro impiego presuppone attacchi su territori aperti.

Questo punto è stabilito in modo chiaro l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Disarmo.

“Tra le tipologie di armi particolarmente critiche rientrano quelle a fuoco indiretto […] Le armi a raffica, come i lanciarazzi multipli. […] Questi sistemi includono munizioni con un ampio raggio di distruzione, armi con sistemi di consegna imprecisi oppure sistemi d’arma che erogano più munizioni su un’ampia superficie.

Il problema principale deriva dall’uso di armi esplosive, in particolare quelle di distruzione su ampio raggio nei centri abitati. Molte di queste armi erano state sviluppate per l’impiego su campi di battaglia aperti e, per loro stessa natura, sono imprecise, se utilizzate in zone popolate, e questo causa un aumento delle vittime tra la popolazione civile e gravi conseguenze umanitarie” sottolinea l’Organizzazione.

Il 20 dicembre 2024 Amnesty International ha analizzato l’impiego dei sistemi lanciarazzi multipli da parte dell’organizzazione terroristica Hezbollah contro obiettivi posti sul territorio israeliano ed ha concluso che l’uso di tali sistemi in contesti urbani costituisce, per sua natura, una violazione del diritto umanitario internazionale.

Nonostante il sistema lanciarazzi multipli Tornado-S sia stato utilizzato contro l’Ucraina sin dal 2014, come testimoniano tra l’altro i materiali raccolti dall’organizzazione per i diritti umani IPHR (International Partnership for Human Rights), questo tipo di armi è ancora da considerarsi rara e le sue caratteristiche tecniche restano non verificate.

Secondo la fonte autorevole The Military Balance, alla fine del 2021 la Russia possedeva appena 20 unità di questo tipo di armi e gli episodi di impiego dei Tornado-S sono rari, il che rende molto difficile un’analisi precisa delle sue caratteristiche reali.

Il 22 marzo 2023, di giorno, le forze russe hanno lanciato sei razzi del sistema Tornado S contro i quartieri residenziali di Zaporižžja. Uno dei razzi è caduto tra due palazzi, provocando 34 feriti, tra cui 3 bambini. Questo è uno degli esempi che conferma che il sistema Tornado-S non possa essere considerato un’arma precisa, soprattutto in contesti urbani.

Le fonti russe ufficiali affermano che il Tornado-S è dotato di una precisione superiore rispetto ai suoi predecessori, i sistemi Smerč e Uragan. Al contempo, lo stesso Ministero della Difesa della Federazione Russa sottolinea che il Tornado-S è “un sistema implementato per colpire, a lunga distanza, qualsiasi obiettivo diffuso, i cui elementi vulnerabili comprendono personale scoperto e al riparo, mezzi non corazzati, leggermente corazzati e corazzati”. Questa stessa definizione svela l’obiettivo del Tornado-S contro obiettivi diffusi e concentrazioni di truppe.

Gli impianti energetici ucraini sono storicamente situati anche all’interno di aree ad alta densità abitativa. Questo vale anche per Charkiv. In questo panorama, una deviazione di poche decine di metri può provocare un impatto diretto sulle abitazioni civili o altri obiettivi con un alto numero di residenti o visitatori.

Si può dunque affermare di essere di fronte a un doppio crimine. Oltre agli attacchi contro le infrastrutture energetiche ucraine, che sono già da considerare crimini di guerra, bisogna considerare che per questi attacchi vengono impiegate armi non selettive, esponendo la popolazione civile a pesanti pericoli, in particolare quella di Charkiv.

Gli attacchi sistematici della Federazione Russa contro le infrastrutture energetiche sono stati definiti crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale. Già nel 2024 la Corte ha emesso mandati di arresto nei confronti del comandante dell’aviazione russa a lungo raggio Sergej Kobylaš, e dell’ex comandante della Flotta russa del Mar Nero, Viktor Sokolov, per crimini contro l’umanità commessi in relazione ai bombardamenti delle infrastrutture energetiche ucraine.

Purtroppo, da allora gli attacchi alle infrastrutture energetiche non solo non sono cessati, ma sono diventati più frequenti e maggiormente distruttivi. Dopo l’attacco del 5 gennaio sulla città di Charkiv con l’impiego di Tornado-S, più di 350.000 utenti sono rimasti privi di elettricità, al netto dei piani di interruzione già programmati.

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