Servizi pubblici sull’orlo della catastrofe

Gli attacchi della Federazione Russa contro le infrastrutture energetiche minacciano la vita dei cittadini di Kyiv.
Serhej Okunev28 Febbraio 2026UA DE FR IT RU

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Appartamento danneggiato a seguito di un allagamento nel quartiere Pečerskyj , Kyiv. Foto di Serhej Okunev

L’inverno 2025-26 può già considerarsi il più critico per il sistema energetico ucraino. I giorni in cui, negli ultimi mesi, il nemico non ha colpito infrastrutture energetiche civili sono molto pochi: dagli attacchi combinati alle grandi centrali termo e idroelettriche fino al terrore quasi quotidiano dei droni contro gli impianti energetici delle zone di prima linea e di confine.

A gennaio, per la prima volta, migliaia di abitanti della capitale sono rimasti non solo senza elettricità, ma anche senza riscaldamento. E mentre per l’elettricità gli appartamenti sono pronti a “ricevere” corrente in qualsiasi momento, l’assenza di riscaldamento in un momento di gelo record significa la minaccia di una vera catastrofe dei servizi pubblici.

In assenza di riscaldamento per 15-20 ore o più, un edificio deve “svuotare” l’acqua dall’impianto per evitare il congelamento delle tubature. In alcuni casi, il sistema di reintegro dell’acqua, e dunque il ripristino del riscaldamento degli appartamenti, sono possibili solo se la temperatura esterna si mantiene costantemente sopra lo zero. Il rischio è dunque di rimanere senza riscaldamento fino all’inizio della prossima primavera.

Allo stesso tempo, se non si drena l’acqua, le tubature possono ghiacciare. Una conoscenza di base della fisica ci dice che l’acqua che si congela nelle tubature si espande e provoca la rottura o il danneggiamento delle tubature e di tutto l’impianto di riscaldamento. Purtroppo, a gennaio 2026, nella capitale si sono verificati episodi di questo tipo.

Al 23 gennaio, stando alle informazioni ufficiali, a Kyiv sono rimasti al freddo quasi duemila condomini. In alcuni appartamenti, il riscaldamento mancava dal 9 gennaio e la temperatura interna era scesa fino a 0 gradi.

I tentativi di ripristinare il riscaldamento a volte portano a conseguenze ancora più pesanti. In un condominio del centro della capitale, nel quartiere Pečerskyj, dopo due giorni senza riscaldamento, i servizi comunali hanno deciso di ripristinare l’erogazione di calore. Questo però ha provocato la rottura delle tubature dell’ultimo piano e quindi l’allagamento con acqua calda di un intero vano scale.

“Di sera ho sentito un rumore, come se l’acqua avesse iniziato a scorrere nelle tubature. Mi sono sentita sollevata, perché in casa faceva molto freddo. Sono andata a dormire sperando che presto sarebbe ripartito il riscaldamento. Un frastuono mi ha svegliata: stavano bussando alla porta. Nelle scale del condominio c’era un gran caos: i vicini correvano, cercavano di mettere in salvo le proprie cose lanciandole giù (dalle scale). Non ho capito subito cosa stesse succedendo. Luce non ce n’era, ed eravamo immersi nel vapore. Le persone correvano e urlavano” — racconta Elena, un’inquilina di uno degli appartamenti allagati.

Il flusso di acqua dall’ultimo al primo piano è andato avanti per alcune ore. Per tutto il tempo i residenti hanno cercato di capire a chi potersi rivolgere per chieder aiuto. Fin da subito alcuni servizi hanno dichiarato di non potersi occupare di questo genere di problemi. Alla fine si è riusciti a fermare l’acqua, ma gli appartamenti sono rimasti senza riscaldamento, senza elettricità e anche allagati. Alcune famiglie che hanno deciso di salvare il proprio appartamento e di ridurre le conseguenze dei danni continuano a vivere ancora in queste condizioni.

“So bene che di tutto questo è colpevole la Russia. È la causa principale di tutto quello che è successo. Chi e come ha eseguito i lavori è solo una conseguenza. La causa di tutto sono i bombardamenti, la mancanza di riscaldamento ecc. Se non ci fossero stati i bombardamenti, non sarebbe stato necessario fare lavori urgenti e di emergenza” — dichiara Elena.

Al momento, si aspetta ancora una perizia ufficiale che stabilirà l’entità dei danni e l’eventuale ammontare dei risarcimenti.

Questo è solo uno dei casi, ma non è l’unico. Nella riva sinistra della capitale ucraina e nel piccolo quartiere di Rusanivka decine di condomini sono senza riscaldamento e senza elettricità dal 9 gennaio. Il servizio statale per le Emergenze ha allestito punti di riscaldamento mobili, dove ci si può scaldare e ricaricare i telefoni. In alcune zone di Kyiv vengono utilizzati potenti generatori che per un certo tempo e in maniera limitata consentono di ripristinare l’elettricità in alcuni edifici vicini.

La propaganda russa ha più volte giustificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche sostenendo che l’elettricità viene impiegata nell’industria militare. Questo viola le norme del diritto internazionale umanitario, che vietano espressamente gli attacchi a questo tipo di obiettivi e non mettono in nessun modo in relazione centrali idro o termoelettriche con gli scopi militari. Nel 2024 la Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per gli alti generale i russi coinvolti negli attacchi ad obiettivi energetici ucraini negli anni 2022 e 2023. Queste azioni sono state riconosciute come crimini di guerra.

Allo stesso tempo, se nel caso dell’elettricità la propaganda russa cerca almeno di trovare delle pseudo giustificazioni alle proprie azioni, gli attacchi alle centrali termiche, agli impianti idrici e alle stazioni fognarie non trovano alcuna giustificazione, nemmeno quella della propaganda.

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