I membri dell’iniziativa T4P incontrano Nedim Jahić

Alcuni membri dell’iniziativa T4P hanno approfondito con Nedim Jahić l’esperienza della Bosnia-Erzegovina dopo la guerra e il genocidio di Srebrenica: dalla documentazione dei crimini e la conservazione delle prove fino ai processi giudiziari, alla ricerca delle persone scomparse, alla commemorazione e al lavoro sulla memoria collettiva.
Lina Radčenko25 Ottobre 2026UA DE EN ES FR IT RU

Меморіальний центр Сребрениці в Києві представив свою роботу лауреатам Нобелівської премії миру (джерело фото: Меморіальний центр Сребрениці). Die Srebrenica-Gedenkstätte in Kjiv präsentierte ihre Arbeit den Trägern des Friedensnobelpreises (Quelle: Srebrenica-Gedenkstätte) The Srebrenica Memorial Center presented its work to Nobel Peace Prize laureates in Kyiv (photo source: Srebrenica Memorial Center). El Centro Memorial de Srebrenica presentó en Kyiv su labor ante los galardonados con el Premio Nobel de la Paz (Foto: Centro Memorial de Srebrenica). Le Centre mémoriel de Srebrenica (Memorijalni Centar Srebrenica) a présenté son travail à des lauréats du prix Nobel de la paix, à Kyiv (Photo : Centre mémoriel de Srebrenica) A Kyiv, Memorial Srebrenica ha presentato le proprie attività ai vincitori del Premio Nobel per la pace. Foto Srebrenica Memorial Center Мемориальный центр Сребреницы в Киеве представил свою работу лауреатам Нобелевской премии мира (источник фото: Мемориальный центр Сребреницы)

A Kyiv, Memorial Srebrenica ha presentato le proprie attività ai vincitori del Premio Nobel per la pace. Foto Srebrenica Memorial Center

Durante l’incontro, ci si è concentrati su come archivi e varie tipologie di prove possano essere utilizzati anche a distanza di molti anni dal crimine e quale sia il ruolo svolto dai sistemi giudiziari nazionali e internazionali.

Un altro tema è stato il legame tra documentazione e responsabilità. I rappresentanti dell’Archivio di Guerra hanno illustrato l’esperienza ucraina nella raccolta e conservazione di grandi quantità di dati digitali relativi all’invasione russa su vasta scala, sottolineando la necessità di trasformare oggi le informazioni raccolte in prove utilizzabili nei futuri procedimenti giudiziari. Nedim Jahić ha condiviso alcuni esempi dell’esperienza bosniaca in cui, per ricostruire le circostanze dei crimini e i legami tra gli autori degli stessi, sono state utilizzate fonti diverse: documenti d’archivio, dati finanziari e logistici, immagini satellitari e altre prove ancora. Una parte significativa della discussione ha riguardato anche l’esperienza dei processi giudiziari nazionali in Bosnia-Erzegovina e quegli elementi che potrebbero risultare utili per la situazione ucraina.

Un’altra parte importante dell’incontro è stata dedicata alle persone scomparse, all’identificazione delle vittime e ai rapporti tra le istituzioni statali e le famiglie. I partecipanti si sono confrontati sulle esperienze relative all’identificazione delle vittime attraverso l’analisi del DNA, alla ricerca dei familiari e alla centralizzazione delle informazioni, sottolineando inoltre l’importanza di evitare sovrapposizioni di competenze tra i diversi organi statali. Per le organizzazioni ucraine, questo tipo di esperienza è particolarmente importante per la ricerca di persone scomparse e per la creazione di un sistema efficace di gestione dati.

Particolare attenzione è stata dedicata a tutto quello che succede dopo l’identificazione: come preservare le storie dei singoli, evitare che i crimini si riducano a mere statistiche e mantenere viva l’attenzione dell’opinione pubblica anche a distanza di anni. Nedim Jahić ha illustrato l’esperienza di Memorial Srebrenica nelle attività di commemorazione, formazione, coinvolgimento dei giovani e comunicazione. I partecipanti hanno inoltre discusso la questione della “stanchezza” del pubblico internazionale verso i conflitti che si prolungano e la necessità di trovare modi di raccontare le vittime attraverso storie concrete, che aiutino a comprendere la portata dei crimini senza ridurli a semplici cifre.

Al termine dell’incontro, le parti hanno concordato di proseguire lo scambio di esperienze e competenze professionali. Nedim Jahić ha offerto ai partecipanti di T4P la possibilità di avvalersi dell’esperienza e delle competenze dei colleghi di Bosnia ed Erzegovina, soprattutto per i processi giudiziari, la ricerca di persone scomparse, l’archiviazione, la conservazione della memoria e la comunicazione.

I rappresentanti delle organizzazioni ucraine hanno dal loro canto individuato questioni specifiche per le quali l’esperienza bosniaca può rivelarsi utile per ulteriori approfondimenti e per sviluppare pratiche di documentazione di crimini e giudiziarie.

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