La violazione dei diritti dei bambini ucraini durante la guerra

Pubblicazione del centro antidiscriminazione (ADC) Memorial e del Gruppo per la Difesa dei Diritti Umani di Charkiv (KhPG) in occasione delle giornate di giugno dedicate alla tutela dei bambini.
14 Giugno 2026UA DE EN ES FR IT RU

[child_eng]

In occasione della Giornata Internazionale dei Bambini del 1 giugno e della Giornata Internazionale dei Bambini Vittime di Aggressione del 4 giugno, ADC Memorial e il Gruppo per la Protezione dei Diritti Umani di Charkiv hanno preparato una pubblicazione sulle violazioni dei diritti dei bambini ucraini vittime della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina.

La maggior parte dei crimini di guerra contro i bambini è riconducibile alle violenze perpetrate dai militari russi: i bambini vengono feriti o uccisi durante i bombardamenti e le altre operazioni militari condotte incessantemente dalle truppe della Federazione Russa contro la popolazione civile ucraina. Mentre la guerra continua, vengono distrutte abitazioni, istituti destinati all’infanzia e infrastrutture civili; i bambini sono spesso costretti a vivere in condizioni terribili, senza acqua, elettricità o riscaldamento. Molti non hanno accesso a un’istruzione adeguata: non tutte le scuole sono sicure e in molte aree anche la didattica a distanza è difficile a causa delle interruzioni di energia elettrica e delle reti di comunicazione.

Nei territori occupati dell’Ucraina sono stati documentati casi di violenza sessuale contro minori, di sfruttamento e utilizzo dei bambini come ostaggi; adolescenti accusati di resistenza alle autorità di occupazione sono finiti nelle carceri russe. Uno dei crimini di guerra attribuito con certezza alla Federazione Russa e ampiamente documentato è il trasferimento di bambini dall’Ucraina alla Russia e alla Belarus’ senza il consenso dei loro rappresentanti legali, la prolungata permanenza forzata e l’affidamento sotto tutela, la privazione della loro identità ucraina, della lingua e dei legami con il loro paese. I bambini ucraini che vivono nei territori temporaneamente occupati o che sono stati trasferiti nelle regioni della Russia sono sottoposti a un’intensa propaganda militarista e sono coinvolti nelle attività delle organizzazioni giovanili paramilitari: le autorità russe cercano di utilizzarli nella guerra contro l’Ucraina, il loro Paese d’origine.

Le organizzazioni internazionali, i governi dei Paesi che sostengono l’Ucraina e le iniziative benefiche da parte dei politici dovrebbero impegnarsi per adottare un piano che garantisca la protezione dei bambini ucraini. Sono necessarie misure che permettano ai bambini che si trovano nella Federazione Russa o nei territori occupati di lasciare la Russia e tornare in Ucraina; misure per porre fine alla violenza dei militari russi che commettono crimini contro i minori nelle zone di combattimento e nei territori occupati; il rimpatrio immediato, all’interno degli scambi di prigionieri, dei minori (o dei ragazzi che erano minori al momento dell’arresto) accusati di aver opposto resistenza alle autorità di occupazione e che si trovano nei centri di detenzione preventiva e nelle carceri russe. È necessario, inoltre, ottenere una volta per sempre l’interruzione della pratica di utilizzo dei minori a fini militari — che si tratti dello sviluppo di modelli di droni, dell’addestramento al combattimento o del lavoro nelle fabbriche militari; occorre, infine, eliminare completamente la propaganda militarista e sciovinista dal sistema didattico e formativo dei bambini, restituendo loro la possibilità di studiare secondo i programmi delle scuole ucraine.

Le illustrazioni sono dell’artista L.A., che da giovane ha vissuto l’occupazione nell’Ucraina orientale.

L’accompagnamento audio è stato realizzato con l’intelligenza artificiale.

Condividere l'articolo



The publication is created in the framework of the project “Documenting and analysing international crimes committed by the Russia’s armed forces after 24.02.2022, helping victims of these crimes and informing on crimes”, funded by the European Union. Views and opinions expressed are those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union. Neither the European Union nor the contracting authority can be held responsible for them.