Come la Russia uccide i bambini ucraini

Al 25 maggio 2026 nel corso della guerra su vasta scala in Ucraina hanno perso la vita 705 minori e 2527 sono stati feriti. I dati ufficiali vengono riportati dal portale statale “Children of War”. Tuttavia, questi numeri rappresentano soltanto i casi verificati. Il reale numero delle vittime potrebbe essere di gran lunga superiore, dato che la raccolta di informazioni nelle zone di conflitto attivo e sui territori temporaneamente occupati è al momento impossibile.
Anche l’UNICEF ha sottolineato che i minori in Ucraina rimangono uno dei gruppi più vulnerabili durante la guerra. Secondo l’organizzazione, soltanto nell’ultimo anno il numero di vittime tra i minori è cresciuto del 10% rispetto al 2024. Si tratta del terzo anno di fila in cui i dati delle vittime tra i minori in Ucraina confermati dall’ONU registrano un aumento.
8 aprile 2022 — Kramators’k
Quella mattina alla stazione di Kramators’k circa 4000 civili erano in attesa di essere evacuati. Tra di loro c’erano tante famiglie con bambini che volevano trasferirsi dalla regione di Donec’k verso zone più sicure dell’Ucraina. L’esercito russo ha colpito la stazione con il missile “Točka-U” con testate a grappolo proprio nel momento in cui le persone aspettavano i treni di evacuazione. L’attacco ha causato 61 morti, tra cui 9 minori, e 121 feriti.
La Russia, come anche in altri casi di attacchi a civili, ha negato il suo coinvolgimento. Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato che il suo esercito non userebbe missili “Točka-U” e ha dato la responsabilità all’Ucraina definendo l’attacco una “provocazione”. Tuttavia, un’indagine condotta da Human Rights Watch non ha trovato prove per confermare tale dichiarazione ed è giunta alla conclusione che l’attacco missilistico sia stato sferrato dalla zona occupata della regione di Donec’k.

14 giugno 2022 — Vinnycja
L’esercito russo ha colpito di giorno il centro di Vinnycja con missili “Kalibr” causando 27 morti, tra cui 3 minori.
Uno dei bambini morti era Liza Dmytrijeva, quattro anni, che insieme alla mamma Iryna stava tornando da un appuntamento dal logopedista. La foto del suo passeggino rosa capovolto e insanguinato, pubblicata dopo l’attacco, ha fatto il giro dei media internazionali. Maksym Žarij, sette anni, era venuto con la mamma Viktorija da fuori per una visita e si trovava all’interno di un centro medico, andato in fiamme. Sono morti insieme. Kyrylo P’jachin, otto anni, poco prima era stato evacuato insieme alla famiglia a Vinnycja dalla zona occupata della regione di Cherson, in cerca di maggiore sicurezza. Al momento dell’esplosione stava aspettando suo zio in una macchina parcheggiata che è divampata in un lampo: il bambino si è ritrovato in una trappola di fuoco.
Dopo l’attacco terroristico la leadership russa e la propaganda hanno più volte cambiato la propria versione nel tentativo di giustificare l’attacco. All’inizio il Cremlino parlava di “distruzione di una base di nazionalisti”, poi di una presunta “riunione del comando delle Forze Aeree delle Forze Armate ucraine con fornitori stranieri di armi”, continuando al contempo a negare qualsiasi attacco mirato a civili. L’Ucraina ha ufficialmente classificato l’attacco a Vinnycja come ennesimo crimine di guerra della Russia contro l’umanità.

27 giugno 2023 — Kramators’k
La sera del 27 giugno 2023, alla vigilia del Giorno della Costituzione dell’Ucraina, l’esercito russo ha sferrato un attacco missilistico al centro di Kramators’k, nella regione di Donec’k, lanciando il razzo “Iskander”. Il missile ha colpito la frequentata pizzeria “Ria Pizza”, dove in quel momento si trovavano molte persone. La forte esplosione ha completamente distrutto l’edificio del ristorante. L’attacco ha causato 13 morti e 60 feriti di varia gravità.
Tra i morti c’erano anche tre minori. Il missile russo ha tolto la vita alle gemelle di 14 anni Julija e Anna Aksenčenko. Avevano appena finito l’ottava classe e quell’estate si preparavano a festeggiare il quindicesimo compleanno. In seguito alle ferite riportate è morta anche una ragazza di 17 anni che lavorava in pizzeria.

I servizi di sicurezza ucraini hanno prontamente arrestato il coordinatore dell’operazione, un residente che, su incarico dei servizi segreti militari russi, aveva filmato il locale e i veicoli nel parcheggio adiacente, inviando il video ai propri superiori immediatamente prima dell’attacco. Il Ministero della Difesa russo ha cercato, come di consueto, di giustificare l’attacco terroristico, dichiarando la presunta “distruzione di un punto di dislocazione temporanea del personale di comando delle Forze Armate dell’Ucraina”.
14 gennaio 2023 — Dnipro
Un sabato, alle ore 15:40 circa, l’esercito russo ha sferrato un attacco a sorpresa contro Dnipro, lanciando il missile antinave supersonico X-22. Il razzo con una testata del peso di quasi una tonnellata ha colpito proprio il centro di un edificio distruggendo completamente due ingressi e riducendo in macerie decine di appartamenti.
In seguito all’aggressione terroristica sono morte 46 persone, tra cui 6 minori. La vittima più giovane è Mykyta Zelens’kyj, di undici mesi, morto insieme al papà Oleksij; la mamma Kateryna è stata ritrovata viva per miracolo dai soccorritori dopo venti ore sotto le macerie. Il missile russo ha ucciso anche Makar Huz’, di diciotto mesi, morto insieme ai suoi genitori Anastasija e Dmytro. Sotto le macerie al sesto piano hanno perso la vita due sorelle: Lejla e Mychajlina Franceva, che avevano rispettivamente 13 e 3 anni, morte insieme alla mamma Oksana. Vittime del terribile attacco sono state anche Marija Lebid’, 15 anni, e Maksym Boguc’kyj, 17 anni.
Il 16 gennaio 2023 l’SBU ha riferito che nell’attacco missilistico contro l’edificio residenziale a Dnipro potrebbero essere coinvolti militari del 52° reggimento di aviazione da bombardamento pesante della Guardia della Federazione Russa. Il 24 gennaio l’Ufficio del Procuratore Generale ha reso noto che il comandante di tale reggimento risulta indagato.

2 marzo 2024 — Odesa
Di notte, un drone russo di tipo “Shahed” ha colpito un palazzo residenziale a più piani a Odesa. La forte esplosione ha completamente distrutto uno degli ingressi dell’edificio a dieci piani causando il crollo di 18 appartamenti. L’operazione di salvataggio si è protratta per quasi 48 ore. Sono stati resi noti 12 morti, tra cui cinque minori.
In seguito all’esplosione sono morti Mark Pogožyn, tre anni, e suo papà Vitalij, Tymofij Hajdarž, quattro mesi, e sua mamma Anna. Inoltre, l’attacco ha ucciso quasi tutta la famiglia Kravec’: sono morti i coniugi Tetjana e Oleh insieme ai loro figli: Liza, sette mesi, Zlata, otto anni, e Serhij, nove anni.
Accanto al palazzo è stato allestito un memoriale in ricordo delle vittime. Fin dai primi giorni dopo la tragedia le persone hanno portato giocattoli e fiori.

4 aprile 2025 — Kryvyj Rih
La sera del 4 aprile l’esercito russo ha colpito con un missile balistico un quartiere densamente popolato di Kryvyj Rih. L’epicentro dell’attacco è stato un parco giochi, dove in quel momento stavano giocando dei bambini. Accanto si trovavano palazzi a più piani, negozi e altri edifici civili. In seguito all’attacco sono morte 20 persone, tra cui 9 minori. Il più giovane, Tymofij, aveva solo 3 anni. Sono morte anche Arina e Radyslav, 7 anni, Herman, 9 anni, Alina, Danylo e Mykyta, 15 anni, Kostjantyn, 16 anni, e Mykyta, 17 anni. Più di 70 abitanti sono stati feriti.

Per l’attacco la Russia ha utilizzato munizioni a grappolo. Questo tipo di arma è particolarmente pericoloso nelle zone densamente abitate, poiché può colpire persone su un’area molto estesa. Nonostante sia stato colpito un quartiere residenziale, dopo l’attacco la Russia ha affermato di aver colpito un “raduno militare” in un ristorante.
La Missione di monitoraggio dell’ONU sui diritti umani in Ucraina ha poi dichiarato, che aprile 2025 è stato il mese con più morti tra i civili da settembre 2024: il mese ha contato minimo 209 civili morti e 1146 feriti. Tra i morti risultano 19 minori. Secondo quanto riportato nel rapporto della Missione di monitoraggio dell’ONU sui diritti umani in Ucraina si tratta del dato mensile più alto da giugno 2022.
14 maggio 2026 — Kyiv
Nella notte tra il 13 e il 14 maggio l’esercito russo ha sferrato un missile contro un palazzo a più piani nel quartiere di Darnycja, a Kyiv. In seguito all’attacco sono morte 24 persone, tra cui tre ragazze minorenni di 12, 15 e 17 anni.
Una delle vittime è la quindicenne Marija Pol’s’ka, che aveva appena concluso la nona classe del liceo numero 237 di Kyiv. Insieme a lei, il missile russo ha ucciso anche suo papà e sua nonna. L’attacco ha ucciso anche le figlie di un soldato ucraino morto: la dodicenne Ljubava e sua sorella maggiore Vira. Ljubava frequentava la sesta classe del liceo di Kyiv numero 323, Vira era iscritta al college dell’Università Statale di Tecnologia e Design di Kyiv.
